lunedì 27 settembre 2010

Piselli e lattuga romana brasati


Questa è una ricetta x tutte le stagioni dato che la lattuga romana la si trova in qualunque periodo dell'anno. L'ho vista fare a Nigella in una sua trasmissione e l'ho subito provata: semplice ... veloce... gustosissima.
In effetti, tempo di preparazione 15 minuti, forse anche meno.
La lattuga romana, x chi non la conoscesse, è un'insalata a cespo allungato che cresce circa 30/40 cm. Le foglie, più croccanti di altre varietà, sono molto adatte ad essere stufate.
Una volta cotte, le costole assumono una nota dolce che si sposa meravigliosamente con i piselli.

Stufare 2 cipollotti freschi affettati x qualche minuto in una cucchiaiata d'olio. Nel frattempo tagliare a al listarelle di circa 1 cm le foglie di 2 cespi di lattuga romana.
Versare una confezione di pisellini fini surgelati nella casseruola col soffritto e dopo un paio di minuti aggiungere l'insalata a listarelle.
Salare,  incoperchiare e cuocere x non + di 10 minuti girando di tanto in tanto. Non serve aggiungere acqua xchè normalmente quella contenuta nelle verdure è sufficiente x una cottura rapida.
A fine cottura, a fuoco spento, aggiungere una noce di burro fresco... banale? si, beh forse si... ma è l'elemento che fa la differenza avvolgendo di un sapore morbido e rotondo la dolcezza delle verdure.
Da provare nella sua semplicità!

venerdì 24 settembre 2010

Composta di susine e limone candito


Ho ricevuto in gradito omaggio un cestino di susine viola di quelle ovali sode e piccoline. Dal momento che erano una discreta quantità prima di farne finire parte in spazzatura ho pensato di farne una composta speziata, aromatica e non troppo dolce da utilizzare come accompagnamento a carni arrostite e a formaggi saporiti.
Nel cassetto delle spezie ho trovato anche una confezione di bucce di limone candite e cristallizzate in grossi spicchi e ed ho pensato che potevano fare al caso mio.
Non sono assolutamente in grado di dare quantità... ho fatto a occhio...
Comunque, ho messo in una casseruola le susine denocciolate e tagliate a metà ed ho aggiunto 2 stecche di cannella, un chiodo di garofano (solo 1 xchè mi piace che il profumo si senta appena), due cucchiai di zucchero, un pizzico di zenzero in polvere e le buccie di limone candite.
Siccome le susine erano piuttosto asciutte e sode ho aggiunto un goccio d'acqua in cottura ma poca xchè mi piace che la frutta rimanga abbastanza soda e consistente se poi la si accompagna a carni e formaggi.
Per la conservazione, visto che la composta contiene poco zucchero, è meglio porzionarla in ciotoline e surgelarla in modo da aver a disposizione solo la quantità che serve, x fare un esempio a caso, organizzando aperitivo tra amici con degustazione di pecorini piccanti!

venerdì 25 giugno 2010

Gazpacho velocissimo


Qualche anno fa al ritorno da un week end a Barcellona ho avuto voglia di rifare il gazpacho che avevo appena gustato in un ristorantino sul porto... curiosando un po' su siti spagnoli ho scaricato diverse ricette ma tutte straordinariamente differenti una dall'altra. Ora, poichè non è poi così complicato fare una zuppetta fredda di pomodoro ho assemblato secondo il mio gusto gli ingredienti indicati nelle varie ricette, facendo un gazpacho delizioso... però, non so come, la mia cucina era ridotta ad una devastazione! Da quel dì il gazpacio è rimasto un po' nelle retrovie tra le ricette che ogni tanto mi viene voglia rifare.
Il mese scorso però abbiamo passato qualche giorno a Madrid e, come sempre ogni volta che vado all'estero, mi sono portata a casa una libro di cucina. Nel libro, che è Recetas made in Spain di José Andrés - tra le tante ricette tradizionali, magari un po' rivisitate, ho trovato una ricetta velocissima del gazpacho... e non ho potuto resistere alla tentazione di rifarlo. In effetti così è rapido e il risultato  non è per nulla deludente, tuttaltro.
Alla ricetta originale ho, irresistibilmente, apportato qualche variazione... è un vizio che non riesco a togliermi!

INGREDIENTI per circa 6 persone
1 cetriolo spelato
1 peperone verde pulito dei semi interni
1,2 kg di pomodori ben maturi
1 spicchio d'aglio (2 se di aglio fresco)
1 o 2 cipollotti freschi a seconda della dimensione
60 ml di aceto di vino aromatico (secondo la ricetta aceto di jerez, io uso quello che faccio in casa)
400 ml di acqua
100 ml di olio extravergine
del pane integrale e del pane bianco raffermi

PER LA GUARNIZIONE
Peperone verde o di altri colori
Cetriolo
Crostini di pane integrale 
Cipollotto fresco tagliato a fettine sottili
Popodorini ciliegia tagliati a quarti

Per preparare questo gazpacho combinare TUTTI gli ingredienti con un cucchiaino di sale nella ciotola del food processor o del frullatore. A differenza delle indicazioni del libro io ho  prima tagliato i pomodori a metà togliendo, ma senza badarci troppo, i semini interni. 
Si frulla finchè il tutto si trasforma in un liquido spesso di colore aranciato (se si usa il peperone rosso al posto del verde il colore resta più vivido ma il sapore cambia leggermente diventando un po' più dolce). Si mette in una brocca e si pone in frigorifero x almeno 30 minuti.

Per preparare la guarnizione si tagliano a piccoli dadini regolari peperone e cetriolo, a rondelle il cipollotto e a quarti i pomodorini. Si dorano in forno i crostini di pane che si possono  prima ungere  con un po' d'olio, se si vuole qualcosa di più saporito.

Il gazpacho l'ho servito versandolo in bicchieri trasparenti per godere anche del suo colore, in cui ognuno ha aggiunto  a proprio piacimento i dadini di pane tostati o le verdure.

giovedì 24 giugno 2010

Carpaccio di baccalà al profumo di arancia



Il baccalà mi piace moltissimo... in Italia, come in Spagna e in Portogallo, si cucina veramente in molti modi.
Solo di recente però ho scoperto com'è buono fatto a carpaccio, senza neccessità di cottura e, andando verso il caldo dell'estate questo è un bel vantaggio (anche se qui a Milano l'estate, haimè, sembra non essere ancora arrivata !).
Per fare questo piatto ho acquistato una porzione abbondante di filetto di baccalà di prima scelta già quasi del tutto dissalato dal negoziante. Io l'ho lasciato nel frigorifero a mollo in una bacinella per altri 2 giorni cambiando l'acqua una volta al giorno.
Due ore prima di servirlo l'ho asciugato bene, ho tolto con una pinzetta tutte le spine che contiene il filetto e poi l'ho affettato finemente. Una volta disposto sul piatto l'ho condito con una marinata fatta con il succo di mezzo limone e di una arancia emulsionati con dell'olio di oliva e poi l'ho riposto in frigorifero coperto per lasciarlo insaporire.
Poco prima di portarlo in tavola ho guarnito con la buccia di una arancia grattata finemente, con delle foglioline di timo-limone il cui aroma si accorda alla perfezione (quindi la prossima volta ne metterò un po' di più) e con qualche fiorellino di basilico rosso che fioriva in quel momento nel mio "misero" balcone cittadino. Per rendere ancora più intenso il profumo di agrume che mi sembrava si accostasse bene alla personalità forte del baccalà ho aggiunto una generosa spolverata di "polvere d'arancia" fatta con le buccie delle arancie bio che mi sono fatta mandare direttamente dalla Sicilia.
E' meglio tirar fuori il piatto dal frigorifero 10/15 minuti prima in modo da servirlo fresco ma non freddissimo.

venerdì 11 giugno 2010

Ma quant'è grande la macchia di petrolio nel Golfo del Messico?


Questo è un offtopics evidentemente, essendo il mio un blog di cucina. Ma non importa, questa è "casa mia" e c'e' spazio x questo ed altro...
Qs notizia è un clone di un post comparso qui, blog che ogni tanto visito e che da alle volte info interessanti.
I fatti, visto che si sono svolti quasi 2 mesi fa non fanno più notizia sui nostri giornali (ma anche nella blogsfera sembrerebbe, dove le notizie sono tutte concentrate ad aprile).
La cosa impressionante è che il petrolio continua ad uscire ad un ritmo stimato ad oggi di 40.000 barili al giorno di cui solo un terzo si riesce a recuperare con il "tappo" calato nel mare dalla BP!
I dati nudi e crudi: il 20 di aprile sulla Deepwater Horizon un'esplosione,  che ha causato la more di 11 uomini e il ferimento di molti altri, ha portato all'apertura di una falla nel pozzo di trivellazione a 1500 mt di profondità. La stima della perdita di greggio a fine maggio era di 10 millioni di galloni! La  peggiore nella storia degli USA.
Le dimensioni sono talmente enormi che qs cifre dicono poco tutto sommato.
Qs è la foto vista attraverso google earth...
...ma possiamo renderci conto delle dimensioni se "sovrapponiamo" la macchia di petrolio sulla liguria!

Da Monaco a La Spezia TUTTE le coste della Liguria (e poi probabilmente parte della Toscana e della Corsica) sarebbero  lambite dal greggio con conseguenza impensabili dal punto di vista dell'ambiente e dell'economia. Su qs sito è possibile confrontare la macchia con qualunque altra città della terra.
Impressionante ed inquietante.


Qs foto e molte altre sul disastro qui.
:-(
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