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lunedì 18 ottobre 2010

Torta salata di porri pecorino e limone confit


Qualche tempo fa è arrivato a casa un pezzo di pecorino stagionato di Pienza... ma veramente veramente stagionato, di quelli che ne mangi un pezzettino con un po' di miele amaro e un bicchiere di vino,  xchè altrimenti è quasi immangiabile...
Essendo così forte non è che il consumo in famiglia sia stato un granchè da quando ce l'hanno regalato.
Ho pensato quindi di provare a grattugiarne una piccola quantità x dare un po' più di personalità ad una torta salata di porri e ricotta, e già che c'ero ho aggiunto anche un quarto di limone confit. 
Devo dire che l'accostamento porri (dolci) pecorino (forte) e limone confit (agrumato e sapido) è  azzeccato.
Ho utilizzato una pasta già pronta e acquistata, come sempre nel caso della sfoglia. Il ripieno l'ho preparato con della ricotta di pecora, 3 grossi porri stufati, pecorino grattugiato (in qs caso poco, ma  la quantità dipende da quanto è forte e stagionato),  un avanzo di frigo di robiola di capra e un quarto di limone confit tagliato a piccoli dadini.
Ho spennellato la sfoglia con dell'uovo sbattuto con un cucchiaio d'acqua e infornato il tutto a 200° x mezz'ora circa.

venerdì 15 ottobre 2010

Carpaccio di cavolo rapa e ramolaccio


Qs, ovviamente, non è una ricetta... non è null'altro che un'esperimento x capire cosa cavolo farmene di ste 2 verdure inconsuete che non mi era ancora capitato di avere x le mani.
Allora, dopo aver fatto con una certa soddisfazione questa pasta ho voluto provare anche in versione cruda il cavolo rapa e già che c'ero ho affettato anche il benedetto ramolaccio...
Ne ho fatto un carpaccio tagliando fettine fini fini di verdura con il pela patate e l'ho condito con un pizzico di sale,  olio extravergine di oliva a cui avevo miscelato un pochino di olio di sesamo (troppo forte da usare da solo sull'insalata, almento x me) e una grattugiatina fine di buccia di lime.
Risultato: il cavolo rapa è dolce e croccante, e anche condito in modo estremamente semplice mi è piaciuto molto, il ramolaccio no.
Quindi, il cavolo rapa me lo ricomprerò qdo ne avrò l'occasione mentre il ramolaccio.... no!

Tagliatelle integrali con cavolo rapa


Finalmente ho deciso di metter mano al cavolo rapa che avevo acquistato la scorsa settimana e che ancora languiva appassendo pian piano in frigorifero.
Non avendo mai cucinato qs ortaggio ho curiosato in giro x capire come mangiarmelo... e devo dire che non è che abbia trovato in rete ricette che mi colpissero un gran che... alla fine ho poi deciso di ispirarmi molto "liberamente" a questa ricetta e il risultato mi ha soddisfatto, molto!

INGREDIENTI per 4 persone:
400 gr di cavolo rapa (2 grandi o 3 piccoli)
tagliatelle integrali di farro
2/3 scalogni 
1/2 mela
2 chiodi di garofano
un cucchiaino di pepe di szechuan
2/3 cucchiai di aceto di mele
2 manciate di pinoli tostati
olio extravergine e sale
Verdura e frutta, se sono ragionevolmente sicura della provenienza, la uso sempre con la buccia. 
In qs caso invece, ho sbucciato i miei cavoli rapa xchè avevano passato in frigo qualche giorno di troppo e la buccia in alcuni punti mostrava i segni del tempo. Dopo averli sbucciati col pelapatate li ho tagliati a julienne non troppo sottile. 
Nel frattempo ho fatto appassire gli scalogni tritati finemente in un cucchiaio d'olio. Poi ho aggiunto la mezza mela ridotta a dadini (anch'essa con la buccia), i chiodi di garofano, le bacche di pepe di szechuan (che poi pepe non è), il sale e 3 cucchiai di aceto di mele che ho lasciato sfumare. Infine ho aggiunto il cavolo rapa con un dito d'acqua e ho portato a cottura lasciandolo comunque con una consistenza croccante. A qs punto la mela si è quasi completamente spappolata creando un po' di cremosità al condimento. L'ideale sarebbe di togliere le bacche di pepe di szechuan che hanno un gusto poco gradevole se masticate... io l'ho fatto ma ci vuole un po' di pazienza. Alternativamente si mettono gli aromi in una garzina da cucina in modo da toglierli in colpo solo a fine cottura.
La scelta di usare una pasta integrale (che sia di farro o meno) non è ideologica. Penso davvero che il suo gusto più marcato e la consistenza rustica si accostino meglio al sapore dolce e delicato del sedano rapa rispetto ad una pasta di grano duro raffinato.
Dopo aver spadellato le tagliatelle x farle insaporire le ho servite cosparse di pinoli tostati il cui sapore grasso e quasi dolce ha tolto spigolosità agli aromi rendendo il piatto gustoso ed equilibrato.

Del cavolo rapa che non conoscevo, ho scoperto:
che mi piace parecchio, sia cotto che crudo
che è dolce, croccante e sa di nocciole fresche
che la parte migliore da mangiare cruda è la parte superiore del bulbo, quella verso le foglie
che la parte verso la radice sa maggiormente di rapa e quindi è meglio da mangiare cucinata

lunedì 11 ottobre 2010

Strudel di scarola



Questo l'ho fatto per un brunch domenicale tra amici. 
Non è nulla di originale ma è buono e non contenendo formaggi o ricotta è anche più leggero di altre torte salate che faccio.
Per farlo occore almeno un chilo di insalata scarola, molto voluminosa da cruda, ma che si riduce notevolmente in cottura. 
Di solito il cuore dei cespi me lo tengo da parte da mangiare in insalata xchè è croccate e squisito, il resto delle foglie le taglio a pezzi di 3 cm circa e, dopo averle ben lavate, le butto con un filo d'olio in una capiente padella (dai bordi alti, mi raccomando). 
Aggiungo sale, una manciata abbondante di uvetta e una di pinoli e poi copro e lascio stufare almeno mezz'ora girando spesso l'insalata. Attenzione xchè all'inizio sembrerà fin troppa x stare nella casseruola ma già dopo qualche minuto perdendo liquido si ritira notevolmente in volume. Solitamente l'acqua contenuta nell'insalata stessa è sufficiente ma se le foglie sono un po' coriacee va prolungata la cottura aggiungendone un po'. Quasi a fine cottura incorporo anche qualche oliva taggiasca denocciolata e tagliata grossolanamente al coltello.

La scarola stufata in questa stagione la faccio spesso perchè mi piace molto anche così, da mangiare tiepida come contorno ad un cereale o ad una carne. 
Per farne il ripieno di una torta salata è necessario però farla asciugare bene xchè se l'insalata resta un po' troppo acquosa inumidisce in cottura la pasta che l'avvolge rendendola molle.
Per confezionare lo strudel ho utilizzato della pasta sfoglia acquistata già pronta xchè farla in casa è quasi inproponibile... non è particolarmente difficile ma è un procedimento lungo...l'ho fatta una volta sola giusto x dire ok, l'ho fatta! ma da ora in poi si prende pronta.
La cottura è di circa 30 minuti a 200° ma dipende come sempre da forno a forno.


venerdì 24 settembre 2010

Composta di susine e limone candito


Ho ricevuto in gradito omaggio un cestino di susine viola di quelle ovali sode e piccoline. Dal momento che erano una discreta quantità prima di farne finire parte in spazzatura ho pensato di farne una composta speziata, aromatica e non troppo dolce da utilizzare come accompagnamento a carni arrostite e a formaggi saporiti.
Nel cassetto delle spezie ho trovato anche una confezione di bucce di limone candite e cristallizzate in grossi spicchi e ed ho pensato che potevano fare al caso mio.
Non sono assolutamente in grado di dare quantità... ho fatto a occhio...
Comunque, ho messo in una casseruola le susine denocciolate e tagliate a metà ed ho aggiunto 2 stecche di cannella, un chiodo di garofano (solo 1 xchè mi piace che il profumo si senta appena), due cucchiai di zucchero, un pizzico di zenzero in polvere e le buccie di limone candite.
Siccome le susine erano piuttosto asciutte e sode ho aggiunto un goccio d'acqua in cottura ma poca xchè mi piace che la frutta rimanga abbastanza soda e consistente se poi la si accompagna a carni e formaggi.
Per la conservazione, visto che la composta contiene poco zucchero, è meglio porzionarla in ciotoline e surgelarla in modo da aver a disposizione solo la quantità che serve, x fare un esempio a caso, organizzando aperitivo tra amici con degustazione di pecorini piccanti!

mercoledì 24 febbraio 2010

Crema di Zucca... semplicemente!



Ho un rapporto un po' "tormentato" ;-) con la ZUCCA... non mi piace quella napoletana con la sua strana consistenza spaghettosa e nemmeno mi piace quella dolciastra e farinosa che spesso si utilizza nel ripieno dei tortelli... in fin dei conti, quando la compravo, erano + le volte che non la gradivo che quelle che l'apprezzavo e quindi ho cominciato a comprarla sempre + raramente.
L'altro giorno invece al supermercato, nel banco del biologico ho trovato delle zucchettine lunghe 35/40 centimentri e, incuriosita, ne ho comprata una.

La zucca in questione sono poi andata a cercarla in rete ed è esattamente questa in foto.



Si chiama BUTTERNUT. Saporita e dolce ma non dolciastra e con la polpa soda per nulla farinosa.
Dopo averla parcheggiata nel frigo x almeno una settimana ho deciso di prepararla nel modo + semplice possibile.
La buccia sottile consente di cucinarla senza sbucciarla - che in effetti - è un indubbio vantaggio se penso alla fatica che si fa a levare la scorza dura e spessa alle zucche più grandi.
L'ho fatta a pezzettoni dopo averla lavata bene e l'ho bollita x 20 min circa con 2 gambi di sedano, una cipolla intera e un po' di sale. Poi semplicemente l'ho frullata insieme alla cipolla (ma scartando il sedano) con un po' della sua acqua di cottura. Non ho aggiunto altri profumi ne parmigiano ne olio, solo una noce (forse 2!) di burro fresco che ha reso il gusto e la consistenza ancora + vellutata.
Così semplice, così buona.
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