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giovedì 10 febbraio 2011

Caponata di carciofi


Vado pazza x la caponata di melanzane e quando ho visto sul blog di Paoletta  questa variante coi carciofi è stata attrazione irresistibile... e infatti...
Ora, in attesa dell'ordine del ns GAS dei carciofi dalla sardegna in arrivo x la prossima settimana ho iniziato a fare un po' di pratica e, devo dire, che la ricetta vale, a patto che  piaccia il caratteristico gusto agrodolce tipico della caponata.
Io ho dimezzato le dosi di Paoletta xchè nell'ordine: non avevo in casa 15 carciofi! e nemmeno mi passava per la mente di pulirne così tanti!

INGREDIENTI
6 carciofi
150 gr di olive verdi snocciolate
2 cipolle
un cuore di sedano non troppo grande
una tazza di salsa di pomodoro
una manciata di capperi
olio extravergine
una cucchiaiata abbondante di zucchero
una tazzina scarsa di aceto di vino rosso (il mio è fatto in casa e non è molto acido, forse se si utilizza quello acquistato bisogna ridurre un po' la dose)
una manciata di pinoli

Si taglia la parte spinosa, si tolgono le foglie esterne più dure e si puliscono i carciofi dalla peluria interna. Poi si tagliano a spicchi non troppo sottili.
Per evitare che si anneriscano a causa dell'ossidazione ho utilizzato il metodo suggerito da Paoletta mettendoli a bagno man mano che si preparano in una bacinella d'acqua con un/due cucchiai di farina sciolti dentro. Non l'avevo mai fatto e funziona, funziona anche molto bene :-)
Per il procedimento di cottura mi sono un po' discostata dalla ricetta originaria e ho proceduto così: ho fatto stufare le cipolle in un po' d'olio e poi ho aggiunto sia i carciofi sia il cuore di sedano tagliato a pezzetti avendo cura di insaporirli senza cuocerli troppo.
Infine ho aggiunto l'aceto x sfumare, la salsa di pomodoro e lo zucchero facendo insaporire il tutto. Negli ultimi minuti di cottura ho aggiunto olive, capperi e pinoli.
La cottura non deve esser lunga x non spappolare i carciofi.
E' ottima mangiata tiepida.
Paoletta dice che la caponata raggiunge il top dopo una notte di riposo... io questo non posso dirlo però, xchè da noi la caponata non ha superato la notte!

giovedì 3 febbraio 2011

Esperimenti da non ripetere: il cavolo blu!


Mamma mia... è passato più di un mese dall'ultimo post! E pensare che mi ero detta "durante la pausa natalizia avrò il tempo di cucinare un po' di più"...    va beh :-|
E x aprire in bellezza il 2011... un esperimento da non ripetere... della serie non tutte le ciambelle riescono col buco!
L'antefatto: avevo delle foglie esterne sia di verza sia di cavolo rosso... allora ho pensato, tanto x tentare qualcosa di nuovo, "mi lancio nei tortelli con ripieno di verza e stracchino" che è da un po' che mi girano in testa.
Ok partiamo dal ripieno: stufare le verze... facile!
Lavo e tolgo il torsolo alle foglie di entrambi i cavoli. Le faccio a striscioline di un cm e le metto a stufare in padella con poco olio. Poi penzo che il cavolo rosso qdo cuoce vira il colore verso un violaceo grigiastro così poco invitante... allora, ligia agli insegnamenti di Bressanini, aggiungo un cucchiaio di aceto allungato con un un dito d'acqua. In presenza di un liquido leggermente acido il colore del cavolo rosso ritorna acceso e brillante tingendo anche la verza. Bene.
Poi però penzo di nuovo "ma non sarà che qs punta di acidulo risulti sgradevole nel ripieno del tortello? soprattutto se associato allo stracchino già un po' acido x sua natura?" e allora penzo bene di mettere un pizzico (ma veramente un pizzico preso tra due dita, giuro!) di bicarbonato x togliere qs ca@@o di retrogusto asprino ... e nel giro 20 secondi si forma qua e la, tra le mie verze stufate, una schiumetta reattiva (verde) per poi assestarsi tutto su un bel colore blu.
Alla fine ho deciso che questo era un segno da non sottovalutare assolutamente... Quindi i tortelli li ho fatti di ricotta e spinaci e la verza me la sono mangiata così, in tutto il suo splendore.
Decisamente la lezione di Bressanini non l'avevo studiata fino in fondo! A mia discolpa devo dire che le materie scientifiche non sono mai state il mio forte.

lunedì 27 settembre 2010

Piselli e lattuga romana brasati


Questa è una ricetta x tutte le stagioni dato che la lattuga romana la si trova in qualunque periodo dell'anno. L'ho vista fare a Nigella in una sua trasmissione e l'ho subito provata: semplice ... veloce... gustosissima.
In effetti, tempo di preparazione 15 minuti, forse anche meno.
La lattuga romana, x chi non la conoscesse, è un'insalata a cespo allungato che cresce circa 30/40 cm. Le foglie, più croccanti di altre varietà, sono molto adatte ad essere stufate.
Una volta cotte, le costole assumono una nota dolce che si sposa meravigliosamente con i piselli.

Stufare 2 cipollotti freschi affettati x qualche minuto in una cucchiaiata d'olio. Nel frattempo tagliare a al listarelle di circa 1 cm le foglie di 2 cespi di lattuga romana.
Versare una confezione di pisellini fini surgelati nella casseruola col soffritto e dopo un paio di minuti aggiungere l'insalata a listarelle.
Salare,  incoperchiare e cuocere x non + di 10 minuti girando di tanto in tanto. Non serve aggiungere acqua xchè normalmente quella contenuta nelle verdure è sufficiente x una cottura rapida.
A fine cottura, a fuoco spento, aggiungere una noce di burro fresco... banale? si, beh forse si... ma è l'elemento che fa la differenza avvolgendo di un sapore morbido e rotondo la dolcezza delle verdure.
Da provare nella sua semplicità!

venerdì 14 maggio 2010

...e con le foglie della barbabietola... cosa ci faccio?



Ok, devo ammettere che le foglie della barbabietola non sono facili da trovare, specie in città! D'altra parte non è nemmeno facile trovare la barbabietola cruda... chissà xchè si trova spesso solo cotta, bollita o al forno. E comunque in qualunque modo sia cotta, io personalmente la trovo abominevole!

La scorsa settimana dal fornitore di verdura del nostro neonato GAS (x chi non lo sapesse GAS sta x Gruppo di Acquisto Solidale) ho ordinato delle barbabietole pensando che finalmente le avrei gustate crude, come piacciono a me.
Le barbabietole in questione erano xò corredate dalle loro bellissime foglie... e lì ho dovuto pensarci un po' su... ma che ci faccio? Le butto, le bollo, le salto in padella... ??

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